Classi di concorso 2025: guida completa con lauree e percorsi

Redazione Laureati.net ·

Classi di concorso 2025: guida completa con lauree e percorsi

Cosa sono le classi di concorso (e perché ti riguardano direttamente)

Le classi di concorso sono codici ministeriali che abbinano una materia d'insegnamento ai titoli di studio necessari per insegnarla nella scuola secondaria di primo e secondo grado. Ogni codice — per esempio A-22 o A-27 — definisce esattamente quali lauree e quali esami consentono di accedere a quell'insegnamento.

La distinzione di base è tra classi di tipo A e classi di tipo B. Le classi A riguardano le discipline teoriche (lettere, matematica, lingue, scienze) e richiedono una laurea magistrale. Le classi B identificano gli insegnamenti tecnico-pratici (ITP) negli istituti tecnici e professionali, dove fino a poco fa era sufficiente un diploma di scuola superiore.

Conoscere la propria classe di concorso è il primo passo concreto: senza il codice corretto non puoi candidarti ai concorsi, non puoi essere inserito nelle graduatorie per le supplenze e non puoi iscriverti al percorso abilitante giusto.

Attenzione a un equivoco frequente: la classe di concorso non coincide con l'abilitazione all'insegnamento. La classe ti dice quale materia hai i titoli per insegnare; l'abilitazione certifica la tua capacità di insegnarla e si ottiene tramite i percorsi da 30, 36 o 60 CFU. Avere la prima senza la seconda ti permette di fare supplenze, ma non di entrare in ruolo a pieno titolo.

La riforma 2024: cosa è cambiato con il Decreto del 22 dicembre 2023

Il Decreto interministeriale del 22 dicembre 2023, pubblicato in Gazzetta Ufficiale a febbraio 2024, ha ridisegnato la tabella delle classi di concorso con accorpamenti e nuove denominazioni. L'obiettivo dichiarato è ampliare il numero di insegnamenti accessibili con uno stesso titolo, riducendo le sovrapposizioni.

Tra le classi interessate dagli accorpamenti figurano A-12, A-22 e A-48, con novità che toccano Scienze Motorie, Lingue, Matematica e Fisica, Arte e Musica. Per chi ha conseguito il titolo prima dell'11 febbraio 2024 vale una clausola di salvaguardia: i requisiti maturati sotto la vecchia normativa restano validi.

Per alcune classi — A-01, A-12, A-22, A-30, A-48, A-70 e A-71 — rimane la distinzione tra ruoli di primo e secondo grado, quindi non tutto è stato uniformato.

Il cambiamento più rilevante riguarda gli ITP: fino al 31 dicembre 2024 era sufficiente il diploma per accedere alle classi B; dal 2025 serve almeno una laurea triennale coerente. Chi puntava sull'insegnamento tecnico-pratico contando solo sul diploma deve rivedere il proprio percorso.

AspettoPrima della riformaDopo la riforma 2024
Accesso ITP (classi B)Diploma sufficienteLaurea triennale richiesta dal 2025
Denominazioni classi APiù frammentateAccorpamenti su A-12, A-22, A-48 e altre
Titoli ante 11/02/2024Tutelati dalla clausola di salvaguardia

Elenco delle principali classi di concorso: materie e lauree richieste

La logica di lettura è sempre la stessa: classe di laurea magistrale + esami nei Settori Scientifico-Disciplinari (SSD) indicati = idoneità sì/no. Di seguito le classi con più posti a concorso.

CodiceDenominazioneGradoLaurea tipica
A-22Italiano, storia, geografia (sec. I grado)I gradoLM in Lettere / Filologia
A-27Matematica e fisicaII gradoLM in Matematica / Fisica
A-24 / A-25Lingue straniereII / I gradoLM in Lingue
A-28Matematica e scienze (sec. I grado)I gradoLM area scientifica
A-48Scienze motorie (II grado)II gradoLM in Scienze Motorie

Per la verifica ufficiale e completa consulta la Tabella A allegata al decreto sulle classi di concorso, disponibile sul sito del Ministero dell'Istruzione e del Merito. Confronta il codice della tua classe di laurea con i requisiti riportati e controlla gli esami nei SSD specifici.

Titolo di studio e classe di concorso: sei già in possesso dei requisiti?

Lo schema decisionale è lineare. Con una laurea triennale non si accede di norma alle classi A: serve la magistrale (fanno eccezione gli ITP entro la soglia transitoria). Con una laurea magistrale, specialistica o del vecchio ordinamento hai il requisito di base per le classi A.

Il punto critico sono i CFU nei SSD. Avere la laurea giusta non garantisce l'idoneità: molte classi richiedono un numero minimo di crediti in settori disciplinari precisi. È frequente trovarsi con la laurea corretta ma con un gap di crediti, per esempio in ambito scientifico per la A-28.

Quel gap si colma con corsi singoli universitari o con master di primo livello mirati alle discipline mancanti. Sono strumenti utili per portare il proprio piano di studi sopra le soglie ministeriali senza dover conseguire una seconda laurea.

Se non hai ancora scelto il percorso universitario e ti orienti verso l'insegnamento, leggi la guida su cosa fare dopo il liceo classico: percorsi, alternative al diploma e come orientarsi, utile per impostare fin dall'inizio una laurea coerente con una classe di concorso.

Dal titolo all'insegnamento: i percorsi abilitanti 30, 36 e 60 CFU

Una volta verificato di possedere il titolo per una classe, l'abilitazione si ottiene attraverso uno dei percorsi previsti dal DPCM, aggiornati per l'anno accademico 2025/2026.

  • 60 CFU (Allegato 1): il percorso standard per chi ha il titolo di accesso ma non è ancora abilitato. È la via per la maggior parte dei neolaureati.
  • 30 CFU (Allegato 2): riservato ai docenti con almeno 3 anni di servizio nelle scuole statali o paritarie, di cui almeno 1 nella specifica classe di concorso.
  • 36 CFU (Allegato 5): per i vincitori di concorso che avevano i 24 CFU prima di ottobre 2022, oppure per gli ITP vincitori non abilitati.
  • Percorso ex art. 13 DPCM: per chi è già abilitato o specializzato sul sostegno e vuole una nuova abilitazione, senza vincolo di fabbisogno.

Sul fronte economico, il costo massimo del percorso da 60 CFU arriva fino a circa 2.500 euro, con tetto ridotto a circa 2.000 euro nei casi previsti dall'art. 21 del DPCM. Per le offerte aggiornate vedi la tabella live più avanti.

Fino al 50% delle attività può svolgersi online, con l'esclusione del tirocinio e dei laboratori, che restano in presenza.

ProfiloPercorso consigliato
Neolaureato con titolo, non abilitato60 CFU (Allegato 1)
Precario con 3 anni di servizio30 CFU (Allegato 2)
Vincitore concorso con 24 CFU ante 202236 CFU (Allegato 5)
Già abilitato / specializzato sostegnoEx art. 13 DPCM

Confronto atenei telematici per i percorsi collegati alle classi di concorso

Gli atenei telematici sono un'opzione concreta per chi lavora o ha vincoli logistici: offrono flessibilità oraria e modalità mista, con la parte teorica online e tirocinio e laboratori in presenza. Sul comparatore sono attivi eCampus, Pegaso, Mercatorum, San Raffaele Roma, Uninettuno, Unitelma Sapienza, Unicusano, Unifortunato, Unidav, Guglielmo Marconi e IUL.

Oltre ai percorsi abilitanti, molti atenei propongono master di primo livello utili per integrare i CFU mancanti o arricchire il curriculum. eCampus, per esempio, offre il master Area linguistica per l'insegnamento negli istituti secondari di I e II grado (da € 1.500) e il master Area socio-letteraria, storico-geografica per l'insegnamento negli istituti secondari di I e II grado (da € 1.500), entrambi orientati alle classi A-22, A-24 e A-25. Il master Didattica della lingua italiana come lingua seconda (L2) (da € 500) è spendibile per la classe A-23.

Per i profili con interesse alle metodologie digitali sono disponibili i master Competenze e metodologie didattiche dell'animatore digitale (da € 500) e Competenze per sviluppare il pensiero computazionale con il coding (da € 500), che aggiungono valore metodologico alle candidature. I costi puntuali degli altri corsi sono nella tabella aggiornata.

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Classi di concorso più richieste: dove ci sono più posti

I dati storici delle ultime tornate concorsuali del Ministero mostrano una forte domanda in alcune aree. La carenza maggiore di docenti si registra su sostegno (che non è una classe A ma richiede la specializzazione TFA), lingue straniere, matematica e scienze. In questi ambiti il numero di posti supera spesso quello dei candidati abilitati.

All'opposto, classi come lettere alle secondarie e storia e filosofia presentano alta competitività: molti candidati per pochi posti. Geograficamente, le regioni del Nord tendono a offrire più posti rispetto al numero di aspiranti, mentre al Sud la concorrenza è più serrata. Valutare la combinazione classe + territorio incide concretamente sulle probabilità di assunzione.

Come prepararsi al concorso a cattedra

Il concorso ordinario prevede una prova scritta di ambito pedagogico, psicopedagogico e didattico, seguita da una prova orale con lezione simulata sulla specifica classe di concorso. Per partecipare servono il titolo unito all'abilitazione, oppure 3 anni di servizio di cui almeno 1 nella classe.

La preparazione passa per manuali specifici, simulatori per la prova scritta e griglie per la lezione orale. I master post-laurea su BES, didattica innovativa e metodologie digitali arricchiscono il curriculum e offrono spunti concreti per costruire la lezione simulata.

Domande frequenti

Come faccio a sapere a quale classe di concorso dà accesso la mia laurea?

Verifica il codice della tua classe di laurea (LM o vecchio ordinamento) nella Tabella A del decreto sulle classi di concorso, disponibile sul sito del Ministero. Controlla che il tuo piano di studi includa gli esami nei SSD indicati e il numero minimo di CFU richiesto: solo allora la corrispondenza è effettiva.

Posso comunque insegnare se ho solo una laurea triennale?

Per le classi A serve la magistrale, quindi la triennale da sola non basta. L'eccezione riguarda gli ITP (classi B): dal 2025 la laurea triennale coerente è diventata il requisito minimo, dopo la fase transitoria in cui bastava il diploma.

I master universitari contano ai fini dei CFU richiesti per una classe di concorso?

Un master di primo livello può aiutare a integrare CFU nei SSD mancanti, a patto che gli insegnamenti siano riconosciuti nei settori richiesti dalla tabella ministeriale. Verifica sempre la corrispondenza dei SSD prima di iscriverti, perché non tutti i master sono spendibili per la stessa classe.

Posso fare il percorso abilitante online senza rinunciare al lavoro?

Per l'anno accademico 2025/2026 fino al 50% delle attività dei percorsi abilitanti può svolgersi online, mentre tirocinio e laboratori restano in presenza. Gli atenei telematici sfruttano questa flessibilità per conciliare lavoro e studio; i costi e le classi coperte variano da ateneo a ateneo.

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