Dal 1° gennaio 2025 i 60 crediti formativi universitari sono il requisito d'accesso obbligatorio per i concorsi a cattedra nella scuola secondaria di I e II grado. Questa guida spiega cosa sono, chi deve conseguirli, quali sono i percorsi ridotti previsti e come scegliere l'ateneo telematico più adatto alla propria situazione.
Cosa sono i 60 CFU e perché sono diventati obbligatori
Un CFU (Credito Formativo Universitario) corrisponde a 25 ore di lavoro tra lezioni, studio individuale e attività pratiche. Un percorso da 60 CFU equivale quindi a circa 1.500 ore di formazione complessive.
L'obbligo nasce dal decreto legislativo n. 36/2022 e dal DPCM 4 agosto 2023, che ha sostituito i vecchi 24 CFU con un percorso strutturato di formazione iniziale degli insegnanti. Dal 1° gennaio 2025 il possesso dei 60 CFU è diventato requisito per partecipare ai concorsi per le cattedre nelle scuole secondarie.
Una precisazione utile: i CFU erogati dalle università hanno la stessa valenza dei CFA (Crediti Formativi Accademici) rilasciati dalle istituzioni AFAM; cambia solo l'ente erogatore. I 60 CFU, inoltre, non sono un corso di laurea: si possono conseguire anche in parallelo a una laurea magistrale già avviata.
Chi deve ottenere i 60 CFU: i 4 profili di utente
Il DPCM distingue percorsi di durata diversa a seconda della situazione di partenza. Riconoscere il proprio profilo evita di iscriversi a un percorso più lungo del necessario.
- Profilo 1 – Laureato magistrale senza CFU pregressi: percorso completo da 60 CFU previsto dall'Allegato 1 del DPCM.
- Profilo 2 – Chi possiede i 24 CFU conseguiti entro il 31/10/2022: percorso ridotto da 36 CFU (Allegato 3).
- Profilo 3 – Docente con almeno 3 anni di servizio statale negli ultimi 5: percorso ridotto da 30 CFU (Allegato 2).
- Profilo 4 – Vincitore di concorso non ancora abilitato: percorso specifico da 30 CFU da svolgere dopo il concorso.
Due casi particolari meritano attenzione. Per gli ITP (Insegnanti Tecnico-Pratici) la fase transitoria è stata prorogata al 31 dicembre 2026. Gli studenti iscritti a una laurea magistrale che hanno già maturato almeno 180 CFU possono iscriversi anticipatamente al percorso.
Struttura del percorso da 60 CFU: cosa si studia
Il piano formativo combina teoria, didattica disciplinare e pratica sul campo. Le aree principali sono:
- Area comune: discipline antropo-psico-pedagogiche, ovvero pedagogia, psicologia dello sviluppo e didattica generale.
- Didattiche disciplinari: metodologie specifiche per la propria classe di concorso.
- Laboratori didattici: progettazione di lezioni e tecniche di valutazione degli studenti.
- Tirocinio diretto: ore obbligatorie in aula presso una scuola, non erogabili online.
- Tirocinio indiretto: supervisione e riflessione sull'esperienza, spesso programmata nel weekend.
- Prova finale abilitante: esame scritto più lezione simulata davanti a una commissione.
Un punto che molti trascurano: il DPCM consente al massimo il 50% delle ore in modalità telematica sincrona, e il tirocinio è sempre in presenza. Chi sceglie un ateneo online deve quindi verificare dove svolgerà le ore in aula.
Dove conseguire i 60 CFU: università telematiche vs tradizionali
Tutti i centri erogatori devono essere accreditati dal MUR, con la qualità dei percorsi garantita dall'ANVUR. Le università tradizionali offrono in genere più classi di concorso, ma con minore flessibilità negli orari.
Gli atenei telematici accreditati concentrano lezioni teoriche su piattaforma e attività nei weekend, una soluzione adatta a chi lavora già come supplente.
Tra gli atenei telematici attivi sul percorso 60 CFU figurano eCampus, Mercatorum, Pegaso, San Raffaele Roma, Unicusano, Unifortunato, Uninettuno e Unitelma Sapienza. Per l'anno accademico 2025/2026, Mercatorum, San Raffaele Roma e Università Europea di Roma hanno costituito un Teaching and Learning Center congiunto.
Attenzione: non tutte le classi di concorso sono attivate da ogni ateneo. Il percorso è ad accesso programmato, con posti limitati e apertura a bando ministeriale. Va sempre verificato il bando MUR per l'AA 2025/2026 prima di iscriversi.
Confronto tra atenei telematici: costi, modalità e punti di forza
Il DPCM (art. 21) fissa le soglie massime di costo: circa 2.500 € per il percorso completo da 60 CFU, ridotti a circa 2.000 € per chi possiede già i 24 CFU. La prova finale ha un costo massimo di 150 €.
Alcuni atenei affiancano al percorso abilitante master complementari per docenti. eCampus, ad esempio, propone master come A Scuola Oggi nei suoi diversi indirizzi (Alternanza scuola lavoro, Didattica metacognitiva, BES), con rette a partire da 500 €, e Autismo: dalla diagnosi all'intervento psicoeducativo, anch'esso a partire da 500 €.
Pegaso ha attivato percorsi da 30, 36 e 60 CFU con pre-iscrizioni aperte. Unifortunato eroga lezioni sincrone nel weekend con tirocinio diretto in presenza. Unicusano è attivo per l'AA 2025/2026 sugli ambiti umanistico-linguistico e tecnico.
Il consiglio pratico è di non valutare solo il prezzo: contano la disponibilità della propria classe di concorso, la sede dove svolgere il tirocinio e la flessibilità del calendario.
60 CFU e master universitari: si possono combinare?
I 60 CFU abilitanti non sono un master: sono un percorso di formazione iniziale sui generis. È però possibile iscriversi in parallelo a un master di I livello complementare offerto dallo stesso ateneo.
eCampus affianca al percorso abilitante master tematici per docenti: A Scuola Oggi (da 500 €), Autismo: dalla diagnosi all'intervento psicoeducativo (da 500 €), Competenze per sviluppare il pensiero computazionale con il coding (da 500 €) e Didattica Integrale per il nuovo Ambiente di Apprendimento (da 750 €).
La strategia ha senso per costruire un profilo professionale differenziante già prima dell'ingresso in ruolo. Va però pianificato in modo realistico il carico: sommare 60 CFU e un master richiede tempo dedicato.
Cosa succede dopo i 60 CFU: dalla cattedra al ruolo
L'abilitazione ottenuta con i 60 CFU è permanente e non scade, ma non dà diritto automatico alla cattedra. Il percorso verso il ruolo prosegue in tre passaggi:
- Concorso ordinario: bandito dal Ministero dell'Istruzione su base regionale o interregionale; i 60 CFU ne sono requisito d'accesso.
- Graduatorie: con l'abilitazione è possibile l'inserimento nelle GPS (Graduatorie Provinciali per le Supplenze).
- Anno di prova e immissione in ruolo: superato il concorso, si svolge un anno di prova prima dell'assunzione definitiva.
La distinzione tra abilitazione e ruolo è sostanziale: l'abilitazione è il titolo che consente di concorrere, non l'assunzione. Comprendere questo evita aspettative errate sui tempi del proprio inserimento.
Domande frequenti
Quanto costano i 60 CFU per l'insegnamento nel 2025/2026?
Il DPCM fissa un tetto di circa 2.500 € per il percorso completo da 60 CFU, ridotto a circa 2.000 € per chi possiede già i 24 CFU. La prova finale costa al massimo 150 €. Le cifre aggiornate per ateneo sono nella tabella comparativa.
Si possono fare i 60 CFU online lavorando già come supplente?
Sì. Gli atenei telematici concentrano le lezioni teoriche su piattaforma e nel weekend, una formula compatibile con il lavoro. Resta però obbligatorio il tirocinio diretto in presenza presso una scuola, da organizzare nel calendario.
Chi ha già i 24 CFU del vecchio ordinamento deve rifare tutto da capo?
No. Chi ha conseguito i 24 CFU entro il 31/10/2022 accede al percorso ridotto da 36 CFU previsto dall'Allegato 3 del DPCM, con costo massimo inferiore rispetto al percorso completo.
Dopo i 60 CFU si diventa subito insegnanti di ruolo?
No. I 60 CFU danno l'abilitazione, requisito per partecipare al concorso ordinario. Solo dopo il superamento del concorso e l'anno di prova si arriva all'immissione in ruolo definitiva.